L’udienza alla Corte di Giustizia UE non è un mero tecnicismo legale, ma il punto di rottura di un modello insostenibile. La mancata attuazione della promessa legislativa di eliminare le gabbie negli allevamenti, nata da un’Iniziativa dei Cittadini Europei firmata da oltre un milione di persone, evidenzia una profonda crisi democratica ed ecologica.
L’allevamento intensivo, con 300 milioni di animali confinati annualmente in condizioni brutali, è un pilastro del sistema alimentare che alimenta la crisi climatica: enorme consumo di risorse, emissioni, e una profonda ingiustizia etica. La scienza è chiara, riconosciuta anche dall’EFSA: la crudeltà delle gabbie è insostenibile non solo per il benessere animale, ma per l’integrità del nostro pianeta.
Il disprezzo per la volontà popolare e per le evidenze scientifiche da parte della Commissione è un monito severo. Questa battaglia non riguarda solo gli animali, ma la credibilità delle istituzioni, la partecipazione democratica e l’urgenza di una transizione verso sistemi alimentari più resilienti, etici e sostenibili. La tecnologia deve supportare pratiche agroecologiche, non perpetuare sofferenza e distruzione. La giustizia climatica passa anche dall’abolizione delle gabbie: un imperativo per la salute del pianeta e per il futuro che vogliamo costruire.
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